Reiki è stato "riscoperto" nel secolo scorso dal monaco cristiano Mikao
Usui, professore di teologia presso l'università cristiana Doshisha di Kyoto.
Mikao Usui
La storia tramandata sino ad oggi narra che un giorno alcuni studenti gli
chiedessero spiegazioni sul modo in cui Gesù operava i miracoli, trovatosi impreparato a rispondere Usui decise che avrebbe trovato la risposta e così, dopo aver lasciato l'insegnamento, iniziò un lungo viaggio che lo portò a visitare luoghi di culto cristiani, induisti e buddisti alla ricerca della verità ; un giorno giunse in un monastero zen giapponese dove erano custoditi
antichi testi (Sutra) buddisti, nei quali dopo lunghi studi trovò alcuni simboli e alcune formule che contenevano le risposte che tanto aveva cercato. Dopo sette anni aveva scoperto le chiavi per operare le guarigioni, ma ne conosceva solo la teoria; decise allora di trascorrere un periodo di ventuno giorni di purificazione isolamento e digiuno sul monte Koriyama allo scopo di
riuscire a trovare il modo di utilizzare le teorie scoperte.eiki è un termine Giapponese che indica l'Energia Vitale Universale, il cui ideogramma si compone di due elementi : Rei e Ki.
Giunto nel luogo scelto, prese ventuno sassolini e li dispose davanti a sé, gli sarebbero serviti da calendario eliminandone uno per ogni giorno trascorso. I giorni trascorsero con Usui totalmente immerso nella lettura dei sacri "Sutra" e nella recita dei "Mantra" ma senza alcun risultato, finché, all'alba del ventunesimo giorno, proprio quando sembrava che tutto fosse perduto, egli vide una luce che si muoveva verso di lui a grande velocità
puntando diritta alla fronte. Ne ebbe paura, ma sentiva dentro di sé che quella era la prova che stava aspettando e rimase a fissarla. In un attimo la luce lo colpì in mezzo alla fronte e l'impatto fu così forte che Usui cadde all'indietro; ancora stordito dal colpo, vide tantissime sfere di luce colorata muoversi davanti a lui, finchè fondendosi diedero vita ad una grande luce bianca
e come su uno schermo egli vide passare in lettere dorate tutto ciò che aveva appreso quando leggeva i testi Sacri del Buddha in Sanscrito riuscendo finalmente a comprendere ciò aveva tanto a lungo studiato.
Usui non sentiva più dolore, né paura, né fame né stanchezza,
si alzò e riprendendo il cammino di ritorno si accorse che le sue gambe erano forti e i piedi stabili, come se avesse pranzato. Scendendo dalla montagna, inciampò in una roccia e si ferì un dito del piede, la ferita sanguinava e doleva molto; istintivamente afferrò il dito con la mano e poco dopo sentì un profondo calore che entrava nella ferita, il dolore scomparve e il sangue cessò
di uscire. Dopo un po' incontrò una locanda e si fermò per riposare e per mangiare qualcosa; la figlia del padrone aveva un terribile mal di denti e da settimane piangeva dal dolore. Usui le mise le mani sulle guance e in breve il male svanì, la ragazza incredula e felice disse a tutta la famiglia che quello non era un monaco normale, ma che aveva qualcosa di magico nelle sue mani. Il
padrone della locanda per sdebitarsi gli offrì un'abbondante colazione, manifestandogli il timore che dopo tanti giorni di digiuno ciò potesse causargli dei danni. Dopo essersi saziato Usui pensò che erano accaduti altri due miracoli: la ragazza non aveva più il mal di denti e lui non aveva fatto indigestione.
Verso sera fu di ritorno al monastero e curò un monaco che soffriva di artrite ed era in preda ad un violento attacco di mal di schiena. Decise che il modo migliore per usare il segreto della guarigione era portarlo
dove più ce ne era bisogno, ovvero nei sobborghi di Kyoto, nel quartiere dei mendicanti. Vi si stabilì per diversi anni, perfezionando la tecnica della guarigione, egli lavorava senza sosta e poco a poco tutti o quasi avevano potuto guarire le loro malattie, recarsi in città, trovare un lavoro e diventare cittadini rispettabili. Ma un giorno, mentre Usui girava per il sobborgo per
vedere quanto lavoro restava ancora da fare, incontrò molte facce conosciute, e si rese conto che le persone che aveva curato stavano ritornando e volevano fare di nuovo i mendicanti. Quando chiese ai mendicanti perché fossero tornati, uno rispose: "Chiedere l'elemosina è molto facile e non devo lavorare tutto il giorno, mi basta solo trovare qualcosa da mangiare e un posto dove dormire.
Udite queste parole Usui ebbe un violento scatto di collera e le ultime parole furono: "Ingrati, siete avidi e ingrati, volete tutto per voi e non siete disposti a dare nulla in cambio: ecco perché siete di nuovo in mezzo al fango. I mendicanti restano mendicanti, siete solo capaci di chiedere, ma non conoscete gratitudine né generosità. Basta ReiKi, basta mendicanti !"
Chujiro
Hayashi
Usui lasciò il quartiere dei poveri e trascorse il resto della sua vita viaggiando a piedi per tutto il Giappone. Si recava nei mercati affollati di gente tenendo una lampada accesa in mano, e a chiunque gli domandasse il perché, egli rispondeva: "Quello che sto cercando io non si vede alla luce del sole. Il mondo è pieno di gente triste chiusa e arrabbiata. Io cerco qualcuno che abbia
voglia di far luce nel suo cuore e guarire da ogni sofferenza, e rendere puri e forti la mente, il carattere e il corpo. Se vuoi ascoltare questa lezione, seguimi." Fu durante uno di questi viaggi che Usui incontrò Chujiro
Hayashi, un ufficiale della riserva della Marina Imperiale Giapponese, che rimasto profondamente colpito dalle doti di Usui accettò con entusiasmo di seguirlo nei suoi spostamenti. Il rapporto di fiducia e stima fra i due crebbe a
tal punto con il tempo che Usui prima di morire designò quale suo successore tra tutti i Maestri che aveva formato proprio Hayashi.
Tornato a Tokio, questi creò vicino al Palazzo Imperiale una vera e propria
clinica chiamata Shina Nomachi, nella quale i pazienti ricevevano trattamenti Reiki per curare i loro disturbi e le loro malattie; era inoltre previsto un servizio di cure a domicilio per tutti coloro che a causa della gravità delle malattie non potessero spostarsi. Furono messi a punto numerosi procedimenti di cura tramite l'utilizzo del Reiki estremamente mirati per le singole patologie,
che purtroppo andarono perduti durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i bombardamenti aerei distrussero la Shina Nomachi. La disciplina nella clinica era ferrea ed il Reiki veniva insegnato solo a coloro che si impegnavano ad utilizzarlo quotidianamente prestando servizio volontario per un numero di ore settimanali stabilito; probabilmente fu in questo periodo che Hayashi, memore
delle delusioni patite da Mikao Usui nel curare gratuitamente i mendicanti e conscio delle spese che doveva sostenere per il buon funzionamento della clinica, decise di iniziare a chiedere denaro in cambio dei trattamenti.
Hawayo Takata
Hawayo Takata nacque nelle isole Hawaii nel 1900; nel 1935, mentre si trovava in Giappone per visitare la sua famiglia d'origine, si ammalò gravemente e fu ricoverata in ospedale dove le fu detto che avrebbe dovuto sottoporsi il più presto possibile ad un intervento chirurgico. Pochi giorni prima dell'operazione, sentì una voce interiore che la consigliava di non operarsi e di cercare altre strade di guarigione. Uno dei dottori che la curava
le parlò dell'esistenza del Reiki e della clinica di Hayashi, così seguendo la voce interiore, decise di ricoverarsi presso la Shina Nomachi e dopo quattro mesi di trattamenti intensivi guarì perfettamente. Takata decise di rimanere presso la clinica per imparare il Reiki; essendo una donna, e per di più non Giapponese, dovette superare fortissime resistenze per poter iniziare
l'apprendimento, ma alla fine riuscì nel suo intento ed in un anno acquisì i primi due Livelli del Reiki. Tornata alle Hawaii iniziò a praticare Reiki quotidianamente, sperimentando in prima persona tutto ciò che le era stato insegnato a Tokio; si rese conto, come aveva fatto in precedenza Mikao Usui, di quanto fosse importante che le persone capissero il valore del dono che ricevevano, per cui si impegnò fortemente in questa direzione. Dopo alcuni anni Hayashi la raggiunse e le conferì il Terzo Livello di Reiki (rendendola Reiki Master), dicendole che avrebbe dovuto raggiungerlo in qualsiasi momento egli l'avesse chiamata.
Phyllis Lei Furumoto
Il momento giunse poco tempo prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale; Hayashi sapeva che come ufficiale della Marina Imperiale avrebbe dovuto combattere, causando la morte di molte persone, per cui annunciò che sarebbe morto di lì a poco tempo e designò Hawayo Takata come Maestro suo successore. Takata per molti anni non istruì dei maestri, ma tra il 1970 ed il 1980 (anno della sua morte) ne iniziò 22; tra questi c'era la nipote Phyllis Lei Furumoto che dopo la sua morte divenne il Maestro successore portatore del lignaggio Reiki a livello mondiale. Nel 1988 Phyllis Lei Furumoto concessead ogni Maestro Reiki la facoltà di formare non solo praticanti di Primo e Secondo Livello, ma anche nuovi Maestri. La liberalizzazione dell'insegnamento dette un'impulso incredibile alla diffusione del Reiki in tutto il mondo e nacquero numerose associazioni oltre alla American Reiki Association (fondata dalla stessa Takata prima della sua morte; successivamente si è divisa a sua volta in due correnti : Reiki Alliance guidata da Phyllis Lei Furumoto, e American International Reiki Associaton guidata da Barbara Weber Ray, una dei 22 Maestri formati da Hawayo Takata).
Oggi esiste una notevole varietà di "Tipi" di Reiki, e basta digitare la parola Reiki in un qualsiasi motore di ricerca per trovare centinaia di pagine sull'argomento. Secondo il mio "modesto" parere (e sottolineo che è solo il mio parere), sono solo diverse sfumature dello stesso argomento (il Reiki) e non si può dire che una variante sia migliore dell'altra. La cosa veramente importante è che oggi chiunque voglia ha la possibilità di conoscere il Reiki (provando i trattamenti o partecipando ad un Seminario di Primo Livello) in quanto i Maestri Reiki sono praticamente in ogni
città.

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